BIM! 2018

Nell’anno che la Comunità Europea dedica al patrimonio culturale, BIM! si affaccia a questa ottava edizione riflettendo su cosa esso possa rappresentare per i bambini e le bambine del contemporaneo. Cosa serve davvero ai loro sguardi di ciò che intendiamo come patrimonio culturale Europeo? Per scegliere una delle tante possibili risposte è stato necessario partire dal loro punto di vista, da quegli occhi voraci e colmi di un desiderio costante verso un mondo da attraversare giocando, spazio di infiniti significati da condividere tra un reale ed un immaginario sempre in movimento. Ma soprattutto si è manifestata l’urgenza di soffermarci sulla loro naturalità nella relazione con l’altro, un incontro nel quale la diversità è anche similitudine in una relazione di linguaggi molteplici.  Da qui è apparso chiaro quale fosse quella parte di patrimonio culturale che più di ogni altra cosa BIM! desiderava esaltare: le persone. Una celebrazione perciò di ogni bambino e di ogni bambina, di ogni uomo e di ogni donna con le proprie storie, con le proprie differenze culturali e con il loro essere già di per sé dono e ricchezza da condividere. Per poter tornare ad immaginare la forza e l’importanza delle diversità nel mondo contemporaneo pensiamo che occorra ricominciare a lavorare sulla percezione identitaria di sé e degli “altri”, in primo luogo abbattendo proprio questa distinzione, e mettendo al centro l’urgenza di uno spazio comune, dove la parola comunità trova fin dall’infanzia un proprio profondo significato, in un agire comune e condiviso nel quale non serva creare barriere, chiusure ed esclusioni. Come scriveva lo psichiatra martinicano Franz Fanon “per l’uomo parlare significa esistere, in assoluto, per l’altro” (Franz Fanon, Pelle nera maschere bianche. Il nero e l’altro, Marco Tropea Editore, 1996, p.15). La questione non è quindi solo cambiare il punto di vista su “gli altri” ma porsi all’ascolto dello sguardo degli “altri” su loro stessi e su “noi”.  Partendo da questa riflessione, BIM! si lascia contaminare da percorsi molteplici intrapresi da artisti, curatori ed educatori che attraverso l’arte e i suoi linguaggi proporranno un viaggio a bambin*, ragazz* e adulti giocando tra identità, storie e immaginari di una comunità di persone-patrimonio.

 

Valentina Pagliarani e Viviana Gravano