Nota introduttiva alla IX edizione di BIM!

“APPARTENGO AL MONDO E AD UNO SPAZIO CHE NON SO”

E se partissimo dallo sguardo e dal pensiero di bambini/e e artisti per immaginare e creare  nuove visioni? E se per vedere e comprendere il presente ci facessimo coinvolgere dall’irriverenza esplosiva degli artisti e dal coraggio vulcanico dell’infanzia? Potremmo forse scoprirci audaci nel partecipare attivamente e criticamente ad un cambiamento del nostro punto di vista. Potrebbe essere l’occasione per accorgerci davvero che c’è uno spazio che ci accomuna, che ci unisce tutti e che è formato dalle tante realtà che ognuno di noi produce con il proprio sguardo sul mondo. Ma siamo davvero consapevoli di questo spazio comune? A cosa ci sentiamo di appartenere veramente? Bianca (8 anni) risponde che si sente di appartenere alla natura e ad uno spazio più grande che non sa e Chiara (7 anni) risponde d’istinto che lei appartiene al mondo. I bambini e le bambine ci ricordano che c’è un tutto del quale non sappiamo tutto ma del quale siamo parte, tutti, insieme. Da queste domande e da quelle precise risposte così piene di sfumature e possibilità d’indagine, ha preso forma e trovato sostanza Appartengo al mondo e ad uno spazio che non so la IX edizione di BIM! Microfestival di cultura infantile. Appartengo al mondo e ad uno spazio che non so ci invita ad uno sguardo ampio sul nostro essere al mondo, a prenderci cura di questo comune appartenere alla vita e ad una geografia più grande che va oltre lo spazio privato della nostra casa o della nostra idea di famiglia. Appartengo al mondo e ad uno spazio che non so ci urla di dedicare attenzione ad un naturale stare insieme, incontrando l’altro nel suo essere a volte familiare ed altre volte straniero, provando a far abbracciare diversità e somiglianze.
Appartengo al mondo e ad uno spazio che non so ci fa incontrare luoghi, privati e pubblici, della città con l’idea di trasformali insieme a bambini/e e artisti in spazi per l’immaginazione, per il gioco ed esperienze di condivisione. Spazi che potrebbero diventare rifugi, castelli, navi, o semplicemente rimanere palazzi, biblioteche, cortili, stanze. Una città che insieme a bambini, bambine, artisti e cittadini si mette in prima linea contro l’isolamento e la paura per parlare di incontro e accoglienza.

 

Valentina Pagliarani
Direzione artistica
BIM! Microfestival di cultura infantile